Recupero di un tasso

testo e foto di Alfredo Salaccione

 

Questo tasso giapponese (taxus cuspidata) è arrivato in Italia insieme a tante altre piante da giardino qualche anno fa. A causa di problemi alle radici, dovuti alla zollatura nel paese d'origine, aveva perso gran parte della vegetazione e della sua bellezza. E' stato quindi salvato dalla ceppatrice e recuperato come materiale prebonsai. In primo luogo ho provveduto al risanamento dell'apparato radicale, lavando completamente tutta la terra di campo ancora presente ed eliminando tutte le radici malate (vedi foto sotto). Ho posizionato la pianta in un vaso di dimensioni più contenute, utilizzando come terriccio una miscela di akadama e pomice al 50%, che garantisce un ottimo drenaggio e favorisce un sano sviluppo radicale.

La foto a lato mostra l'aspetto del materiale ad un anno di distanza. La pianta ha ben reagito al primo drastico intervento, vegetando abbondantemente e producendo nuove radichette direttamente dal tronco. E' quindi pronta per ricevere la prima impostazione.
Per prima cosa ho ridotto notevolmente il grosso moncone, residuo del tronco della pianta da giardino inizialmente alta qualche metro. Con l'ausilio di martello e scalpello ho cominciato ad eliminare piccole parti di legno, cercando di creare solchi e fenditure, che grazie al gioco d'ombra rendono più interessante lo shari ed il grosso jin apicale.
Il legno di tasso è molto duro e compatto, in particolare questo era ormai secco ed ha messo a dura prova lo scalpello. Queste lavorazioni vanno eseguite con pazienza ed in più fasi. A lato è visibile lo shari dopo la prima sgrossatura.
Si procede con la rafiatura e filatura dell'unico ramo presente, che dovrà subire una piega importante. Sul retro della pianta viene predisposto un chiodo, che tornerà utile come punto di ancoraggio dei tiranti necessari. Nella foto si puo' notare la barra che ho usato per spostare la massa vegetativa.
Come al solito, prima e durante la piega, continuo a tenere ben bagnati rami e fogliame per ridurre l'evaporazione dai tessuti e il conseguente stress per la pianta. A tale scopo è sempre consigliabile effettuare questo tipo di lavorazioni sulle conifere in autunno/inverno, periodo in cui la linfa si muove meno, evitando così il rischio di distaccamento del cambio dal legno.
La filatura prosegue sulle branche secondarie fino ai rametti piu sottili. Su questi ultimi preferisco applicare rame 0,8, che risulta più semplice da avvolgere e più efficace rispetto all'usuale 0,5. Applicando il filo si deve cercare di passare tra un ago e l'altro, al fine di ottenere un lavoro ordinato e di non danneggiare la vegetazione.
Un cambio di inclinazione mi consente di focalizzare il progetto, comincio così a posizionare il primo ramo. La scelta del fronte è stata determinata dall'unica vena viva presente e dalla radice/jin alla base, che caratterizza il piede dell'esemplare.
La struttura emerge. Piccoli tiranti tengono in posizione i rami principali, la vegetazione viene ordinata. Il tasso è un'essenza che ben si presta ad essere lavorata a bonsai, infatti grazie alla sua generosità è possibile ottenere ottimi risultati in tempi relativamente brevi. Inoltre presenta fogliame minuto di un bel verde carico, sopporta pieghe drastiche e lavorazioni del legno. Queste caratteristiche lo rendono un materiale molto ricercato tra amatori e professionisti. Già alla prima impostazione è possibile ottenere un risultato estetico gradevole.

La prima fase del lavoro è terminata. La pianta, collocata in una posizione riparata, verrà ora vaporizzata spesso. Nei prossimi anni la chioma sarà rifinita ulteriormente utilizzando le nuove crescite. Anche lo shari verrà ridotto, magari scavando una cavità nel massiccio tronco secco, cercando di renederlo più conico.

Il percorso da pianta da giardino a bonsai è cominciato.

 
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