Restyling di un pino silvestre

testo e foto di Alfredo Salaccione

Questo yamadori con molti anni di coltivazione alle spalle aveva ormai bisogno di una  ristrutturazione. La collocazione in un vaso basso, la densità della chioma e lo stato di salute generale denotavano l'ottimo lavoro effettuato dal proprietario. Quando la pianta mi è stata affidata si presentava come nella foto 1, la pulizia degli aghi vecchi era gia stata eseguita. La lavorazione e' stata realizzata nel mese di ottobre 2005.
I primi due palchi sono stati legati e messi in forma. La loro collocazione verrà effettuata alla fine del lavoro di legatura. In particolare il primo ramo non è molto forte ed andrà posizionato in modo che riceva più luce e non risenta della copertura dei rami sovrastanti. Nei prossimi anni il primo impalco dovrà aumentare di dimensione e volume.

Si procede alla potatura di due rami, che sottraggono luce ai rami bassi e che rendono il disegno troppo confuso. Per avere un disegno pulito occorre eliminare l'eccesso, in genere taglio man mano che il lavoro procede.

Dalla foto si può apprezzare la dimensione dell'esemplare.

I due rami tagliati, pur non essendo molto sviluppati hanno liberato spazi e le pianta inizia a "vedersi". In un restyling si deve cercare di limitare al minimo indispensabile l'utilizzo del filo. Anche sui rami di diametro maggiore preferisco usare filo sottile e mi aiuto poi con tiranti, che sono molto più discreti. Il filo deve essere efficace, poco e bello a vedersi.

L'albero inizia "a venire". Manca ancora la legatura della corona. Al termine dell'applicazione del filo si procederà al lavoro di rifinitura e minuzioso posizionamento dei singoli rametti e germogli. Questo lavoro richiede molto tempo e concentrazione, per ottenere un buon risultato.

Il primo ramo è stato portato maggiormente all'esterno con l'ausilio di un pezzo di bambù.

Il lavoro è finito. La chioma e' in posizione e trasmette equilibrio e sobrietà. Il jin resta a testimonianza di un evento traumatico ormai lontano, "la mano del morto che protegge il vivo".

Per il fututo ho intenzione di assottigliare il jin di movimentarlo ulteriormente. Cercherò di far aumentare il volume del primo ramo, che deve dimostrare di essere tale, frenando la crescita ed il vigore dell'apice. Il fronte verrà leggermente cambiato, spostandolo di pochi gradi sulla destra.

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