Shohin da materiale commerciale

testo e foto di Alfredo Salaccione

 

Durante il mio recente viaggio di lavoro in giappone, ho avuto modo di osservare shohin incantevoli e curatissimi. Nella maggior parte dei casi i prezzi di questi "gioiellini" erano molto elevati, e paragonabili a quelli di esemplari piu grandi. Solo negli ultimi anni in Italia si sta affermando la coltivazione di piante medio/piccole. La cura di queste piante e' possibile anche per chi non ha a disposizione un giardino, anche un balcone puo essere attrezzato per ospitarne una piccola collezione. La normale manutenzione non risulta troppo impegnativa, diversamente la fase di creazione ed impostazione richiede buona manualità, precisione e delicatezza, viste le ridotte dimensioni della pianta.

Tornato in Italia, ho pensato di realizzare qualche "minibonsai". Come al solito la scelta del materiale di partenza risulta fondamentale per il risultato. Questo pino pentaphilla alto circa 35 centimetri è un materiale da vivaio ideale per creare uno shohin, piante di questo tipo sono facilmente reperibili in un vivaio specializzato. Le caratteristiche interessanti sono il piede, la corteccia e la dimensione dell'ago.

 

 

 

 

Con la fine dell'estate si puo cominciare a mettere mano alle conifere. Il colore del fogliame e delle gemme testimoniano l'ottimo stato di salute, l'eliminazione degli aghi vecchi permette di osservare meglio la pianta, inoltre agevolerà l'applicazione del filo.

 

 

 

 

Come si puo vedere dalle foto, lascio solo una rosetta d'aghi su ogni singolo germoglio. In questo modo il lavoro sarà più semplice ed ordinato.

 

Volendo creare uno shohin, si opta per una potatura drastica, elimino quindi gran parte della vegetazione. In questo modo le caratteristiche piu interessanti vengono esaltate: il tronco passa in primo piano, e la vegetazione diviene cornice. Sono sufficienti pochi rami per ricostruire la struttura di base del futuro bonsai.

 

 

L'avvolgimento procede, su piante di queste dimensioni è richiesta molta precisione nella collocazione del filo, ne và usato il meno possibile anche alla prima impostazione. Cambio leggermente l'inclinazione, e comincio ad ordinare il fogliame.
Confrontando la foto iniziale con la finale, si puo notare come ora il tronco appaia piu grosso e come la piantina sembri piu vecchia.
Ecco alcuni "piccolini", appena impostati. Questo tipo di lavorazioni richiede poco sforzo e risulta "sfiziosa", inoltre il risultato rimane subito gradevole. Naturalmente ci vorranno alcune stagioni per acquisire una buona maturità, nel frattempo ci si potrà dedicare alla ricerca del vaso piu adatto. Contenitori dotati di carattere tendono ad esaltare e a rendere piu importanti piante di tale dimensione.
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